Le tribale del Gujarat sono il motivo per cui molti viaggiatori italiani ci scrivono chiedendo del Kutch, il grande distretto all'estremo ovest dello stato, tra il deserto di sale e il confine con il Pakistan. Quello che si incontra nel Kutch, però, non è un mondo tribalee chiuso, ma una rete di villaggi di pastori e di artigiani. Ecco come lo conosciamo noi, dall'ufficio di Jaipur.

Tribale del Gujarat: una precisazione prima di partire

In India la parola «tribale» ha un significato preciso. Le comunità riconosciute come Scheduled Tribes sono circa il 15% della popolazione del Gujarat e vivono per la maggior parte nelle colline dell'est, lungo il confine con il Madhya Pradesh e il Maharashtra. Il gruppo più numeroso sono i Bhil, quasi la metà della popolazione tribalee dello stato. Nel distretto del Dang oltre il 94% degli abitanti appartiene a una tribale.

Nel Kutch, invece, le comunità che i viaggiatori vengono a cercare sono soprattutto caste di pastori e di artigiani: i Rabari, allevatori di cammelli, pecore e capre; gli Ahir, agricoltori e allevatori; i Jat e i Meghwal del Banni, la grande prateria a nord di Bhuj; i Vankar, tessitori; i Khatri, stampatori e tintori. Vale lo stesso consiglio che diamo per l'est del paese nella nostra guida alle tribale dell'Orissa e ai loro mercati: chiedete alla guida il nome della comunità e usatelo.

Se cercate davvero il Gujarat adivasi, la meta è un'altra: il distretto di Chhota Udaipur, nell'est, terra dei Rathwa e delle pitture Pithora: per i Rathwa non sono decorazioni ma un rito sacro. Non è nei nostri programmi fissi: si aggiunge solo a un viaggio su misura, con una guida che conosce le famiglie.

Il Kutch, villaggio per villaggio

La base di tutto è Bhuj, la cittadina dei maharao del Kutch, con l'Aina Mahal, il Prag Mahal e il Kutch Museum. Il 26 gennaio 2001 un terremoto devastò la città e buona parte del distretto: molti villaggi che visiterete sono stati ricostruiti dopo, e gli artigiani ne parlano volentieri. Da Bhuj si esce ogni mattina in auto verso un villaggio diverso, perché ognuno ha la sua arte.

Bhujodi: i tessitori Vankar

A circa 8 km da Bhuj, Bhujodi è il paese dei telai. Qui vive una grande parte della comunità Vankar, che tesse scialli e stole di lana e cotone.

Ajrakhpur: la stampa ajrakh dei Khatri

Ajrakhpur, a 12–15 km da Bhuj secondo le fonti, è nata dopo il terremoto, quando le famiglie Khatri di stampatori si trasferirono qui. L'ajrakh è una stampa a blocchi di legno nei toni del blu indaco e del rosso; il nome viene dall'arabo e dal persiano «azarak», blu. Nel nostro tour del Gujarat tessuti e artigianato ci si ferma qui già il giorno dell'arrivo nel Kutch.

Nirona: la pittura rogan

A circa 40 km da Bhuj, nella zona di Nakhatrana, Nirona custodisce il rogan: una pasta ottenuta facendo cuocere l'olio di ricino per circa dodici ore. Secondo il portale del turismo rurale del governo indiano è un'arte arrivata dall'Iran circa trecento anni fa e oggi praticata da una sola famiglia allargata. Nella zona si lavora anche la lacca sul legno.

Hodka e il Banni: case bhunga e ricamo

Hodka, a circa 63 km da Bhuj, è il villaggio del Banni che conosciamo meglio. Le famiglie Meghwal lavorano la pelle e ricamano; si dorme nei bhunga, le case rotonde di fango con il tetto di paglia. È qui che il nostro programma tessile mette il campo base per due notti e da dove si va a Khavda, il villaggio dei vasai.

Tour Gujarat: quanti giorni servono davvero

Dall'Italia non ci sono voli diretti per il Gujarat: si arriva ad Ahmedabad con uno scalo, per esempio a Dubai, dove Emirates vola su Ahmedabad nove volte a settimana in 2 ore e 45, oppure passando da Delhi o Mumbai. Da Mumbai Air India vola su Bhuj in circa un'ora e mezza. Il fuso orario è di +3h30 con l'ora legale italiana e di +4h30 in inverno.

Chi va in auto da Ahmedabad mette in conto tappe lunghe. Nei nostri itinerari Patan–Bhuj sono 380 km e 7 ore, Ahmedabad–Dhordo 400 km e 7 ore, Bhuj–Ahmedabad 330 km. Paola T., che ha fatto un tour del Gujarat in quattro persone, lo ha scritto senza giri di parole:

«ci è stato messo a disposizione un minibus molto comodo che, per le tante ore di viaggio quotidiane, si è rivelato preziosissimo.» — Paola T., recensione su TripAdvisor, aprile 2024

Per questo, in un gruppo di quattro o cinque, consigliamo un mezzo più grande di una berlina: trovate i veicoli sulla pagina dell'auto con autista. Giuseppe T. di Milano, alla terza volta in India con noi, ha girato il Gujarat per due settimane, in cinque cugini, con il nostro autista Kana:

«Abbiamo visto luoghi estremamente interessanti, ancora poco turistici, ma notevolmente caratteristici. Consiglio il periodo gennaio-febbraio per avere una temperatura piacevole e senza pioggia.» — Giuseppe T., recensione su TripAdvisor, gennaio 2025

Noi consigliamo almeno quattro notti nel Kutch: due a Bhuj e due a Hodka o vicino al Rann. Meno di così, e il Kutch diventa una sequenza di botteghe viste dal finestrino. Francesca e Graziano, dopo un tour del Rajasthan nella primavera del 2012, scrivevano:

«a dire il vero dopo esserci stati qualche tappa l'avremmo sicuramente rimossa e dedicato più tempo per vivere di più la vita delle cittadine» — Francesca e Graziano, marzo–aprile 2012 (racconto completo: Un fantastico tour del Rajasthan)

Era il Rajasthan, ma nel Kutch vale ancora di più.

Viaggio in Gujarat e Rann di Kutch: la stagione giusta

Il Grande Rann di Kutch, la distesa bianca di sale a nord di Bhuj, durante il monsone torna sotto l'acqua e comincia ad asciugarsi da ottobre. Il bianco vero si vede da novembre a febbraio. Da marzo il caldo sale in fretta e tra aprile e giugno le temperature possono superare i 45 gradi: è il periodo che sconsigliamo senza eccezioni. Per un confronto con il resto dell'India trovate la nostra guida su quando andare in India mese per mese.

Il Rann Utsav, con la tendopoli di Dhordo, è annunciato dal 1° novembre 2026 all'inizio di marzo 2027. Le settimane di Diwali, di Natale e di Capodanno e le notti di luna piena sono le più richieste e le più care; se il festival non vi interessa in sé, andate qualche settimana prima o dopo. Per entrare nel Rann bianco serve un permesso, che si richiede online o al posto di controllo di Bhirandiyara: tenete pronti il passaporto e una fotocopia.

A gennaio c'è un'altra ragione per passare da Ahmedabad: l'Uttarayan, la festa degli aquiloni, quando la città vecchia sale sui tetti. La raccontiamo nella pagina del festival degli aquiloni e la combiniamo con il deserto bianco nel programma festival degli aquiloni e del deserto.

India viaggio etnico: comprare senza sentirsi in vetrina

Nel Kutch si entra nelle case-laboratorio e si compra da chi produce. È il lato migliore del viaggio, e anche quello da gestire. Un ospite, nella sua recensione su Google, ci ha rimproverato proprio questo: le visite «in posti dove ti venderanno tessuti e anelli di primissima qualità, molto stressante se non vuoi comprare nulla». Ha ragione, e lo diciamo apertamente: se non volete soste per lo shopping, scrivetelo nella richiesta e le togliamo dal programma.

Le nostre regole per i villaggi del Kutch sono poche:

  • chiedete sempre prima di fotografare una persona, soprattutto le donne Rabari;
  • pagate il prezzo chiesto dal laboratorio, senza trattare come al bazar: un ricamo può richiedere settimane;
  • non regalate caramelle o penne ai bambini;
  • spalle e ginocchia coperte, e scarpe tolte prima di entrare in casa.

Due cose pratiche che sorprendono gli italiani. Il Gujarat è uno stato proibizionista: l'alcol non si vende liberamente e uno straniero può comprarlo solo con un permesso turistico, mostrando passaporto e visto. La cucina è quasi tutta vegetariana, dolce e speziata insieme: per i dubbi sullo stomaco c'è la nostra guida alla cucina indiana per viaggiatori. Anche gli alberghi sono più semplici che in Rajasthan, fuori da Ahmedabad e dalle tende del Rann: Paola T. li ha definiti «buoni hotel per una zona non troppo ricca dell’India», ed è una descrizione onesta.

Oltre il Kutch: leoni, asini selvatici e Ahmedabad

Il Kutch si combina bene con il resto dello stato. Nel Piccolo Rann vive l'asino selvatico indiano, che qui ha il suo ultimo rifugio; nel parco di Gir si cercano gli ultimi leoni asiatici in libertà. Entrambi sono nel nostro safari e natura in Gujarat di 13 giorni. Ahmedabad, con il Sabarmati Ashram di Gandhi, merita almeno un giorno. Tutte le altre mete dello stato sono sulla pagina del Gujarat e i programmi completi tra i tour del Gujarat.

Per l'ingresso in India serve l'e-Visa, da richiedere online con un passaporto valido almeno sei mesi: i dettagli sono nella nostra guida all'e-Visa.

Domande frequenti sulle tribale del Gujarat e sul Kutch

Le comunità del Kutch sono tribale?

In senso stretto no. Rabari, Ahir, Jat e Meghwal sono comunità di pastori e artigiani; le Scheduled Tribes del Gujarat, come Bhil e Rathwa, vivono soprattutto nell'est dello stato.

Qual è il periodo migliore per il Kutch?

Da novembre a febbraio, quando il Rann è asciutto e le temperature sono miti. Tra aprile e giugno fa troppo caldo; durante il monsone il deserto di sale è allagato.

Si può dormire nei villaggi?

Sì, a Hodka e nel Banni si dorme nei bhunga, le case rotonde di fango. Sono sistemazioni semplici: comode, ma non hotel.

Quanti giorni servono per il Kutch?

Noi consigliamo almeno quattro notti, più i giorni per arrivare da Ahmedabad. Un tour del Gujarat completo dura di solito due settimane.

Volete vedere il Kutch con calma, con i laboratori scelti in base ai vostri interessi e senza soste di shopping non richieste? Scriveteci e chiedete un preventivo per il vostro tour del Gujarat: vi rispondiamo da Jaipur con un programma giorno per giorno.