Quando parliamo di viaggi responsabili in India con chi ci scrive dall'Italia, ci accorgiamo che l'espressione viene capita in modi molto diversi. Per qualcuno vuol dire dormire in un eco-lodge, per altri rinunciare ai voli interni, per altri ancora non fotografare nessuno. Lavoriamo da Jaipur dal 2005 e abbiamo un'idea abbastanza precisa di che cosa conta sul posto e di che cosa, invece, è soprattutto un'etichetta. Qui sotto mettiamo in fila le convinzioni che sentiamo più spesso, con la nostra risposta, anche quando non è quella che ci si aspetterebbe da un'agenzia.
Viaggi responsabili in India: cinque idee da rivedere
Nessuna di queste idee è sbagliata del tutto. Il guaio è che, prese alla lettera, portano a scelte che in India non aiutano nessuno, oppure lasciano fuori le cose che fanno davvero la differenza.
«Turismo sostenibile vuol dire scegliere l'eco-resort»
Le strutture con il marchio "eco" esistono: alcune sono serie, altre hanno qualche pannello solare e un nome verde. Ma il peso di un viaggio in India quasi mai si decide sull'hotel di due notti. Si decide su tre cose più banali: quanti chilometri fate su strada, dove spendete i vostri soldi, chi vi accompagna.
Il chilometraggio è il punto su cui vediamo più sprechi. Tanti programmi che ci arrivano da sistemare mettono in quindici giorni Rajasthan, Agra, Varanasi e Kerala, cioè una serie di voli interni e giornate intere in macchina. Noi consigliamo di scegliere una regione e girarla con calma, e di prendere il treno dove ne esiste uno buono. Tra Delhi e Agra, per esempio, il Gatimaan Express impiega circa un'ora e quaranta secondo l'orario pubblicato. Tutto il resto è nella nostra guida su come viaggiare in treno in India.
«Il fai da te è più etico di un'agenzia»
Dipende dall'agenzia. Un pacchetto venduto da un grande operatore estero e girato a un subfornitore lascia in India una parte piccola del prezzo. Un'agenzia locale paga in India autisti, guide, hotel e ristoranti, e li paga tutto l'anno. È il ragionamento che abbiamo sviluppato in come scegliere l'agenzia di viaggi per l'India.
Il contributo più concreto, nella nostra esperienza, sono le guide del posto, città per città. Lo racconta bene una recensione del 2024:
«Su nostra richiesta ci ha sempre procurato guide locali, che si sono rivelate eccellenti nell’accompagnarci in luoghi e realtà che altrimenti, senza di loro, non avremmo visitato.» — RRy52, recensione su TripAdvisor, marzo 2024
Una guida locale guadagna da quella giornata, e voi vedete un quartiere invece di una lista di monumenti. Lo stesso vale per chi guida: con il noleggio auto con autista avete accanto per tutto il viaggio una persona della regione, che sa dove mangiano le famiglie e quando vale la pena fermarsi in un villaggio. Come funziona in pratica lo spieghiamo in auto con autista in India. Un'altra recensione, scritta dopo pochi giorni nel Triangolo d'Oro, lo dice in una frase:
«Non c’è niente di meglio che visitare un posto e avere almeno una piccola possibilità di assaporare la comunità e la vita quotidiana di chi ci vive.» — Curiosity57468046611, recensione su TripAdvisor, novembre 2024
«Salire all'Amber Fort sull'elefante fa parte della tradizione»
È il tema su cui ci siamo ricreduti di più. Anni fa molti nostri viaggiatori lo facevano senza pensarci. Maria e Oliviero Ravazzini, nel febbraio 2013, scrivevano dopo la salita al forte: «E’ un’esperienza che ci mancava proprio.» (racconto completo: il loro tour in India e Rajasthan).
Oggi vi diciamo una cosa diversa. Le corse sugli elefanti ad Amber sono oggetto di una causa davanti all'Alta Corte del Rajasthan, partita da PETA India dopo un'ispezione dell'Animal Welfare Board of India sugli animali impiegati. Nel luglio 2026 la corte ha convocato il responsabile del Dipartimento forestale, criticando la lentezza con cui il caso viene seguito. Il numero di passeggeri per animale è già stato limitato e le corse si fanno solo al mattino. Noi consigliamo di salire a piedi lungo la rampa lastricata oppure in jeep: si arriva allo stesso cortile e il forte non cambia. Se volete farlo comunque è una vostra scelta, ma sappiate come stanno le cose. Il resto della giornata lo trovate nella pagina di Jaipur.
«Ecoturismo in India significa andare nei parchi»
I parchi nazionali sono il posto dove la vostra presenza pesa di più, non di meno. Dopo l'ordinanza della Corte Suprema del 17 novembre 2025, nelle zone centrali delle riserve delle tigri i telefoni non sono ammessi e i safari notturni sono vietati. Ne abbiamo parlato nella guida al safari fotografico in India. Un safari fatto bene è fatto di poche uscite in un solo parco, con una jeep piccola, senza chiedere all'autista di stringere l'animale.
Per chi cerca un viaggio ecologico nel senso più pieno, l'esempio più solido che conosciamo è al Sud. In Kerala, a Kumarakom, il programma di turismo responsabile è partito nel 2007: con le "Village Life Experience" si passa la giornata con contadini e pescatori, si guarda intrecciare le foglie di cocco e filare la fibra di cocco. Il programma è nato apposta per dare alle famiglie del villaggio un reddito in più, e lo ha riconosciuto anche il Ministero del Turismo indiano.
«Porto penne e caramelle per i bambini»
È il gesto più generoso, ed è quello che sconsigliamo con più convinzione. Penne, dolci e monetine insegnano che lo straniero è qualcuno a cui chiedere; a volte tengono i bambini lontani dalla scuola, e le caramelle, dove il dentista è lontano, fanno danni veri. L'abbiamo scritto anche per i villaggi del Sud-Est, nell'articolo sulle tribù dell'Orissa. Se volete lasciare qualcosa, fate una donazione a un'organizzazione verificata che si occupa di infanzia, prima o dopo il viaggio. Sul posto basta un sorriso e due parole.
Turismo sostenibile in India: i gesti che contano
Tolte le etichette, restano poche abitudini semplici. Sono quelle che proponiamo a tutti, dal primo all'ultimo giorno.
- Acqua e plastica. Dal 1° luglio 2022 l'India vieta una serie di oggetti di plastica monouso, dalle posate alle cannucce, ma le bottigliette d'acqua restano ovunque. Portate una borraccia e chiedete in hotel se potete riempirla con acqua filtrata; in macchina tenete un sacchetto per i vostri rifiuti.
- Due notti invece di una. Meno cambi di albergo vogliono dire meno chilometri, meno fatica e più soldi spesi nello stesso posto.
- Comprare dove si produce. Una stoffa comprata nella bottega di chi la stampa lascia di più a quella famiglia di un acquisto in un grande emporio; il nostro viaggio artigianale in Rajasthan nasce proprio da qui.
- Fotografie. Prima di fotografare una persona chiedete, anche solo con un gesto. Se la risposta è no, è no.
- Templi. Spalle e ginocchia coperte, scarpe fuori, e un po' di silenzio: siete ospiti in un luogo di preghiera, non in un museo.
Un'ultima cosa sul tempo. Il viaggio responsabile che vediamo funzionare meglio non è quello con più regole, ma quello con più margine: un pomeriggio libero a Jaipur, un'ora in più in un mercato, una sera senza programma. È lì che succedono gli incontri che i viaggiatori ci raccontano al ritorno, e che nessun itinerario scritto a tavolino può prevedere. Per questo vi consigliamo di lasciare, in ogni programma, qualche spazio vuoto.
India viaggio ecologico: due cose che non vi nascondiamo
Un modo semplice per rallentare è inserire una notte fuori città. Il nostro Triangolo d'Oro con il villaggio di Samode lo fa dopo Jaipur: una cinquantina di chilometri, circa un'ora di strada, e si dorme in un villaggio invece che in un'altra città. È la pausa che una coppia di nostri viaggiatori avrebbe voluto:
«Le uniche cose che ci hanno disturbato sono la spazzatura ubiquitaria e il traffico a volte veramente infernale delle città. Vi consiglio perciò di alternare alle città qualche tappa in posti 'verdi' di natura dove ritemprarsi e ossigenarsi un pò (noi non lo abbiamo fatto ma ci è mancato).» — Fabio Da Ruos e Patrizia Treviso, gennaio–febbraio 2011 (racconto completo: in macchina in India)
La spazzatura è il lato meno piacevole di questo discorso, e non vogliamo addolcirlo: ai margini delle città e lungo le strade la vedrete, e nessun viaggio responsabile la fa sparire. Potete solo non aggiungerne.
Il secondo punto debole riguarda noi. Ce lo ha scritto un viaggiatore di Porto Recanati dopo un tour in Rajasthan:
«L’unico tasto dolente sono le visite "obbligatorie" fatte fare dalle guide agli artigiani e ai negozi "convenzionati" al termine di ogni visita alla città o al monumento.» — Bmarco67, recensione su TripAdvisor, febbraio 2024
Le soste nei negozi sono il contrario di un viaggio responsabile: tempo vostro speso dove la commissione è più alta, non dove l'artigiano guadagna di più. Se non le volete, ditecelo prima della partenza, e ripetetelo alla guida il primo giorno.
Prima di partire dall'Italia
Da Milano Malpensa c'è un volo diretto Air India per Delhi; da Roma e dagli altri aeroporti italiani si parte di solito con uno scalo. Il volo intercontinentale è la parte del viaggio che pesa di più sulle emissioni, ed è un motivo in più per restare almeno due settimane invece di fare un salto di pochi giorni. Per entrare serve l'e-Visa, con il passaporto valido almeno sei mesi: i dettagli sono nella guida al visto per l'India. Fino al 25 ottobre l'India è 3 ore e 30 avanti rispetto all'Italia, poi 4 ore e 30 con l'ora solare.
Domande frequenti
Un viaggio responsabile in India costa di più?
Non per forza. Meno voli interni e più notti nello stesso posto spesso compensano un hotel più curato o una guida locale in più. Dipende dal programma, e ve lo mostriamo voce per voce nel preventivo.
Si possono visitare i villaggi senza essere invadenti?
Sì, se ci si va con qualcuno del posto che conosce le famiglie, in piccoli gruppi e senza trasformare le persone in un soggetto fotografico. Meglio poche ore in un villaggio con una ragione per esserci, come una bottega o un mercato, che una sfilata di case.
Meglio il treno o l'auto?
Sulle tratte servite da treni veloci, il treno. Nei piccoli centri del Rajasthan o nel Kerala interno l'auto resta l'unico modo pratico; in quel caso conviene ridurre i chilometri, non le soste.
Le corse sugli elefanti sono vietate?
Ad Amber, al momento, no: sono limitate e oggetto di una causa ancora aperta. Noi vi consigliamo di salire a piedi o in jeep.
Volete un itinerario con meno chilometri e più tempo nei posti giusti? Chiedeteci un preventivo su misura: lo costruiamo con voi da Jaipur, tappa per tappa.


