La prima cosa che molti nostri viaggiatori chiedono, appena fuori dall'aeroporto di Delhi, non è l'hotel. È la password del Wi-Fi. Si capisce: in India il telefono serve per le mappe, per WhatsApp, per i pagamenti e a volte perfino per i biglietti dei monumenti.
Le strade per avere internet sono tre. Ecco come le mettiamo a confronto quando ce lo chiedete.
Opzione 1: SIM indiana (Airtel, Jio, Vi)
È la soluzione più economica se usate molti dati. I piani prepagati indiani costano poco: con qualche centinaio di rupie (indicativamente 4-8 euro) si ha circa un mese di traffico con uno o due giga al giorno. Airtel e Jio coprono bene anche il Rajasthan; Vi fuori dalle città è più debole.
Il prezzo basso si paga in pazienza. Ogni SIM va registrata con verifica dell'identità, e agli stranieri di solito chiedono:
- passaporto originale;
- visto indiano (la stampa dell'e-Visa va bene);
- una fototessera, che alcuni negozi vogliono ancora;
- un indirizzo in India, per cui in genere basta la prenotazione dell'hotel.
L'attivazione non è immediata: si va da un paio d'ore a un giorno, a volte di più. Negli aeroporti internazionali ci sono i banchi degli operatori, ma dopo un volo notturno la coda non è un bel modo di cominciare. I negozi ufficiali in città sono più tranquilli.
Conviene se: restate più di due o tre settimane, consumate molti dati o vi serve un numero indiano.
Opzione 2: eSIM per viaggiatori
È quella che suggeriamo alla maggior parte di chi viaggia con noi per 10-15 giorni. Si compra online dall'Italia, si installa con un codice QR e si attiva all'atterraggio. Niente code, niente moduli. Queste eSIM si appoggiano comunque alle reti indiane, quindi la copertura è simile a quella di una SIM locale.
I contro? Costano di più per giga (a seconda del pacchetto, da una decina a qualche decina di euro), quasi sempre danno solo dati senza numero indiano, e il telefono deve essere compatibile e sbloccato. Verificatelo a casa, non al gate.
Esistono anche le eSIM di Airtel e Jio, ma richiedono la stessa verifica dei documenti della SIM fisica. La burocrazia resta.
Conviene se: il viaggio dura un paio di settimane, volete internet appena atterrati e un numero locale non vi serve.
Opzione 3: roaming del vostro operatore
L'India è fuori dal roaming europeo, quindi senza un'offerta dedicata le tariffe possono diventare salate. Alcuni operatori italiani hanno pacchetti per i Paesi extra UE: controllate prima cosa prevede il vostro e quanto costa al giorno.
Un consiglio che diamo sempre, qualunque opzione scegliate: lasciate attiva la SIM italiana, con i dati in roaming spenti, per ricevere gli SMS della banca. Molti pagamenti con carta chiedono un codice via SMS, e senza quello la carta si blocca proprio alla cassa.
Conviene se: il viaggio è breve e il vostro operatore ha un'offerta ragionevole per l'India.
Dove prende e dove no
Nelle città e lungo le autostrade principali il 4G funziona bene, e il 5G è ormai diffuso in molti centri. A Jaipur, Udaipur o Pushkar non avrete problemi. Le lacune ci sono nel deserto oltre Jaisalmer, sulle strade di montagna e in alcune zone dei parchi nazionali. Nei campi tendati tra le dune il segnale a volte sparisce del tutto, e per una sera, detto sinceramente, non è una tragedia.
Caso a parte il Ladakh: da anni lì le SIM prepagate comprate in altri stati di solito non funzionano. Se ci andate, chiedeteci prima come organizzarvi.
Il Wi-Fi negli hotel di fascia media e alta c'è quasi sempre. Nelle dimore storiche di campagna, però, i muri spessi dei palazzi non aiutano: non fissateci una videochiamata di lavoro importante.
WhatsApp, mappe e pagamenti
In India WhatsApp si usa per tutto: guide, autisti e hotel comunicano così, e anche noi restiamo in contatto con voi in questo modo durante il viaggio. Prima di partire scaricate le mappe offline delle zone che visiterete.
Per i pagamenti, gli indiani usano quasi sempre UPI con un QR code. Per i turisti stranieri le soluzioni esistono ma sono ancora limitate e in evoluzione, quindi tenete sempre qualche rupia in contanti per le piccole spese. Nella guida sulla rupia indiana spieghiamo come gestire contanti e carte.
E se viaggiate con autista?
Con un'auto con autista il vostro contatto locale è l'autista stesso: chiama lui l'hotel o il ristorante, quindi il numero indiano diventa meno necessario. Portate un cavo di ricarica lungo e una power bank per le giornate di visite. I veicoli che usiamo sono sulla pagina noleggio auto con autista.
Domande frequenti
Posso comprare una SIM indiana prima di partire?
Una SIM fisica di un operatore indiano, in pratica, no: va attivata in India con i documenti. Un'eSIM per viaggiatori sì, e conviene installarla qualche giorno prima.
Mi serve un numero indiano?
Per un viaggio organizzato non è indispensabile. Può tornare utile se viaggiate a lungo da soli, per prenotare ristoranti o per ricevere i codici di alcune app locali.
Il mio telefono funziona in India?
Gli smartphone recenti venduti in Europa funzionano sulle reti indiane. Per inserire un'altra SIM il telefono deve essere sbloccato; per l'eSIM deve essere compatibile.
Quanti giga servono per due settimane?
Per mappe, WhatsApp e qualche foto, 10-15 GB bastano quasi sempre. Se guardate video o condividete la connessione col portatile, meglio abbondare.
A internet pensate voi, al resto pensiamo noi: itinerario, hotel, auto e guide. Raccontateci il viaggio che avete in mente dalla pagina richiedi un preventivo e vi rispondiamo con una proposta concreta.

