
Lunedì 24 settembre
Sveglia all'alba (ore 5) per un appuntamento magico: il Taj Mahal on the sunrise!!! Alle 6 del mattino non c'è grande flusso di turisti e riusciamo facilmente ad entrare dall'ingresso meridionale attraverso lo spettacolare portale in arenaria rossa sul quale sono incisi alcuni versetti del Corano.
Il Taj Mahal è un mausoleo in marmo bianco fatto erigere dall' imperatore Shah Jahan in onore dell'amatissima moglie Muntaz (l'eletta del palazzo). La costruzione è stata realizzata con la collaborazione di architetti provenienti dalla Persia e sono state utilizzate per le decorazioni pietre preziose (zaffiri, rubini, smeraldi, provenienti soprattutto dall'interno dell'India, ma anche dal Sudafrica). Oltrepassato il principale ingresso del complesso, si trova molto ordine e armonia. Proseguendo, si entra nei quattro giardini, divisi simmetricamente da canali pieni d'acqua (che però nel nostro caso, non c'era!), e ci s'immette, come per incanto, in un'oasi di serenità e di pace.
Questo incredibile monumento funerario è il simbolo del paradiso che attende i fedeli, ma è anche il simbolo della potenza dell'Islam, voluto dall'imperatore per sancire la supremazia della dinastia dei potentissimi re mogul. La luce dell'alba, con i raggi radenti del sole, illumina da est il Taj Mahal ed è uno scenario davvero incomparabile! Scattiamo decine di foto con pose, devo ammetterlo, di taglio quanto mai "turistico" che non svelano il mio lato più.artistico.
Sembra però che non se ne possa fare a meno, perché avere una foto ricordo davanti al Taj Mahal è un'occasione davvero unica. A fianco del palazzo ammiriamo la grande moschea in arenaria rossa e marmo con i magnifici intarsi e con le stupefacenti decorazioniin fiori. Rientrando a piedi dopo la visita, rifiutiamo l'ostinata offerta di un risciò, ma riusciamo a sbagliare strada per il parcheggio dove ci aspetta il nostro autista ed alla fine siamo costretti a prendere un tuc-tuc che, spillandoci 100 rupie e facendoci fare il giro di mezza Agra, ci porta al parcheggio giusto.
Che frana!!! Tornati in albergo e consumata una lauta colazione, carichiamo i bagagli (nel frattempo Dinda ha acquistato un bel completino di cotone/seta nella boutique dell'hotel) e ci dirigiamo verso l'Agra Fort,fatto costruire dal re mogul Akbar in onore della moglie di religione induista. La fortificazione, che si estende su una vasta superficie dominando sul fiume Jamuna, rispetta tutti i migliori criteri non solo difensivi, ma anche confortevoli per la famiglia reale e per le persone che vi abitavano, prevedendo stanze estive ed invernali, con raffreddamento naturale per le prime e riscaldamento per le seconde. Insomma, un vero e proprio condizionatore d'aria centralizzato!
All'interno, erano state previste anche delle vasche di contenimento dell'acqua, utilizzate per la pulizia personale e per quella delle stanze. Giardini con aiuole fiorite e fontane di varia forma e dimensione completano in modo suggestivo questa vasta fortificazione. Particolarmente curiosa la sala delle udienze, ubicata all'aperto, con il palco centrale eretto sotto un grande colonnato, dal quale il re emetteva le sue sentenzedi vita o di morte e teneva i suoi discorsi.
Ci attrae in particolare il Khas Mahal, una magnifica torre ottagonale in marmo bianco con una splendida vista sul Taj Mahal.Conclusa la visita, partiamo alle 10,30 per Gwalior, dove arriviamo intorno alle 3 del pomeriggio dopo una breve sosta per scattare delle foto nel mercato di uno dei tanti villaggi incontrati lungo la strada. Ci aspetta subito la visita della Fortezza medievale, arroccata maestosamente su un altopiano che domina Gwalior.
La facciata del Man Singh Palace (questo è il suo nome), decorata con fregi di colore giallo e turchese che rappresentano elefanti, tigri, 16coccodrilli e addirittura anatre gialle (!), è veramente imponente. Gli interni non sono però tanto diversi dagli altri forti che abbiamo visitato (in particolare Fathepursikri) e Dinda dopo un po' si stanca della visita e si siede sugli scalini delMuseo, mentre io continuo a scattare foto. La ritrovo, poco dopo, circondata da un gruppo di bambini indiani, che sta conversando con una coppia di turisti francesi!
Sono anche loro in giroper l'India, ma con lo zaino in spalla e dormendo nelle guest-house; alla loro età (avranno 25/30 anni) forse lo avremmo fatto anche noi. I bambini, dopo aver insistentemente cercato di convincere Dinda ad acquistare delle cartoline, si siedono anche loro ad ascoltare la conversazione (per quanto possono comprendere.); anche se poveri, sembrano felici: hanno lo sguardo e gli occhi sorridenti e sembrano non chiedere altro che un po' di attenzione ed una piccola offerta per le loro cartoline, offerta cui Dinda, intenerita dai loro sguardi, alla fine acconsente. Scendendo dall'altopiano incontriamo delle sculture rupestri scolpite nella roccia, che rappresentano le immagini nude dei tirthankar. Visitiamo anche il tempio Telika Mandir, un gurudwara con cupola dorata dove si trova la tomba dell'eroe sikh Guru Har Gobind, tenuto prigioniero nel Man Singh Palace dal 1617 al 1619.
Concluse le visite, raggiungiamo finalmente l'Usha Kiran Palace, il palazzo ottocentesco di un maharaja, oggi adibito ad albergo, dove ha alloggiato persino Re Giorgio V! Tenuto conto dell'ambiente di classe, Dinda decide di sfoggiare uno dei due completi indiani acquistati a Jaipur nei magazzini Anokhi. Scattiamo qualche foto ed abbiamo modo di conoscere il direttore dell'Hotel, che ci fa visitare il Silver Saloon (il prestigioso ristorante dell'hotel), il Bada Bar (dove troneggia un vecchio tavolo da biliardo), l'elegante piscina ed una splendida Spa Jiva con lettini per massaggi, sauna e palestra. Ci gustiamo una birra in giardino come aperitivo prima di una buona cena nel ristorante dell'hotel, dove familiarizziamo con un cameriere che vuole a tutti i costi migliorare il proprio italiano parlando con noi e che non ci molla un attimo! Soddisfatti gli appetiti, ci apprestiamo ad un sano riposo notturno.
Il racconto continua...